Un Roveto Ardente per riscoprire la vocazione e testimoniare l’amore fraterno

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Un Roveto Ardente per riscoprire la vocazione e testimoniare l’amore fraterno

di Francesca Cipolloni

«Non abbiamo altro desiderio se non quello di adorare il Signore; con la nostra presenza, abbiamo il privilegio di diventare “voce” di tanti sentimenti, di tante intenzioni immergendoci in questa Adorazione». Con queste parole Salvatore Martinez, Presidente nazionale del RnS, ha introdotto lo speciale Roveto Ardente svoltosi sabato 19 giugno alla presenza del Comitato Nazionale di Servizio e del Consiglio Nazionale, riuniti presso la Casa per ferie “Il Carmelo” di Sassone, in Ciampino (RM), trasmesso in diretta sui canali Social del Rinnovamento. «Ci troviamo idealmente ad Haifa, in Terra Santa, lì dove ogni anno i nostri pellegrini si portano per rinnovare l’opera misteriosa dello Spirito Santo: in questo “Carmelo”, alle porte di Roma, anche noi ne intravediamo l’azione, assieme a quanti ora sono collegati via Web perchè tutti possiamo sentirci al cospetto di Dio». È la Seconda Lettera di Pietro a guidare la breve esegesi del Presidente del Rinnovamento, in particolare il capitolo 1, verso 10 («Perciò, fratelli, impegnatevi sempre di più a render sicura la vostra vocazione ed elezione; perché, così facendo, non inciamperete mai»), ricordando che «lo Spirito Santo può rendere più stabile ogni chiamata e, quando preghiamo, confermiamo l’unzione dei nostri cuori e la gioia di servire il Signore. Di preghiera in preghiera, quindi, «dobbiamo preoccuparci di rendere più salda la nostra vocazione». Come si manifesta tutto ciò è il versetto 3 dello stesso brano biblico a spiegarlo: «La sua potenza divina ci ha donato tutto quello che è necessario per una vita vissuta santamente, grazie alla conoscenza di colui che ci ha chiamati con la sua potenza e gloria» (2 Pt 1, 3). Ma si possono davvero testimoniare questa potenza e questa gloria? Con le sole parole? Quali azioni ci proponiamo di svolgere per concretizzarle? San Pietro è molto chiaro, sottolinea Salvatore Martinez, precisando che si tratta «di un dono di Dio e come tale va alimentato pregando. C’è un patrimonio di doni da rendere operosi e ciò che li affina è proprio la preghiera. Al culmine di questi carismi c’è la carità e noi ora, in questo inedito Tabor, ci stiamo domandando a che punto è la nostra Conferenza Nazionale Animatori, la nostra Convocazione. Ci chiediamo come, da questo momento in avanti, intendiamo continuare a scrivere ‘pagine’ di amore fraterno a Dio e a tutta la comunità. È un amore che urge e noi vogliamo manifestarlo adorando il Signore, poiché la nostra preghiera, presa dallo Spirito, diviene profezia. Tutti gli idoli umani e materiali tradiranno, ma chi confida in Lui vede svelarsi un immenso piano d’amore di cui ciascuno di noi è protagonista». Ad impartire la benedizione finale davanti al Santissimo Sacramento è stato don Michele Leone, Consigliere Spirituale nazionale del RnS. Con lo “sguardo” sempre più rivolto agli eventi in programma per i prossimi mesi, su cui è in atto opportuno discernimento, pensati per la formazione, per i giovani, le famiglie, i sacerdoti, a «raccontare le bellezze che il Signore ha progettato per noi».

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