Diario della 45 Conferenza Nazionale Animatori – Domenica 28 novembre 2021

Attualità, Eventi

Di Francesca Cipolloni

Si è aperta con l’invocazione dello Spirito e il Roveto Ardente di guarigione e liberazione la giornata conclusiva della 45^ Conferenza Nazionale Animatori del RnS (26-28 novembre 2021), svoltasi al Palaterme di Fiuggi e, in contemporanea, in 137 luoghi diocesani e interdiocesani d’Italia, incluse Lampedusa e Pantelleria, e in Svizzera, Germania, Francia e Moldova. Un evento promosso in pieno stile sinodale, che ha inaugurato un Anno del tutto speciale: il Giubileo d’Oro del Rinnovamento in Italia (clicca qui: https://rinnovamento.org/2021/11/27/50-anni-di-storia-e-memoria-grata-si-apre-il-giubileo-doro-del-rinnovamento-in-italia/). L’intenso momento spirituale, vissuto a Fiuggi dopo la processione e l’esposizione del Santissimo Sacramento e ispirato dal versetto “Voi siete una lettera di Cristo, scritta con lo Spirito del Dio vivente, su tavole di cuori umani” (cf 2 Cor 3, 3), è stato animato da don Michele Leone e da Salvatore Martinez. Il Consigliere spirituale nazionale Questi ha pronunciato un annuncio per il Giubileo, affidando tutto il Rinnovamento all’intercessione della Vergine Maria e incoraggiando a vincere i mali e le tentazioni della nostra epoca con il potere della grazia di Dio. Ll Presidente Nazionale del RnS, dando il via ai lavori, ha ringraziato tutti i collaboratori delle 8 reti organizzative, ricordando che oggi siamo qui per «rafforzare i nostri cuori per sancire l’alleanza in Cristo». Entrambi, nell’adorazione, hanno voluto proporre una esperienza fondata su «un atto liturgico, di rinuncia e di fede, per scacciare il male e generare, attraverso l’opera dello Spirito, con il nostro “sì” a Gesù, un processo di guarigione legato all’atto di fede». Di seguito, un’ulteriore esperienza spirituale, sul tema “Rinnoviamo la nostra Alleanza”, guidata sempre da don Leone. È stato il sacerdote ad esortare tutti nel preparare il gesto del Patto d’amore “giubilare” con il Signore, vissuto sia nelle singole Diocesi, che a Fiuggi, nello spazio animato da Rosario Sollazzo e Marcella Reni, Membri del Comitato Nazionale di Servizio del RnS. Nemmeno il maltempo persistente ha scoraggiato la breve Marcia di lode cui ha preso parte, sul palco, tutto il Consiglio Nazionale. Anche in questa domenica speciale, con cui inizia il tempo di Avvento, il senso della Conferenza è stato arricchito poi da quattro significative testimonianze introdotte da Carmela Romano, Membro del Comitato Nazionale di Servizio: Valentina, dell’Ambito Giovani del Veneto, sul segno di carità giubilare offerta nel corso di “Estatevangelizzando”; Maria Laura, una donna di origine peruviana, dalla Diocesi di Udine, sul dono della guarigione; Pisana, della Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, sulla prova della malattia e sul valore della vita comunitaria e della preghiera di Effusione, quale opportunità di grazia e di salvezza; in presenza a Fiuggi, Giuseppe e Maura, Delegati dell’Ambito Famiglia di Piemonte e Valle d’Aosta, sulla felice esperienza del 14° Pellegrinaggio Nazionale delle Famiglie per la Famiglia, svoltosi a settembre in 20 Santuari Mariani d’Italia e Svizzera. Come fuori programma, anche la “voce” di Salvatore, un giovane sacerdote appena ordinato e proveniente da Lampedusa. Come nel giorno precedente, nel tempo di pausa, nei luoghi diocesani ci si è confrontati sulla vita associativa e sulle attività editoriali del Rinnovamento. A Fiuggi, sono seguiti gli avvisi a cura di Paolo Zunino, Presidente della Odos Servizi, sui nuovi prodotti editoriali del Rinnovamento, e Amabile Guzzo, Direttore Nazionale del RnS, sulle modalità per sostenere il Movimento attraverso i siti www.rinnovamento.org. e www.fondazionealleanzaonlus.it

 

RnS, cinquant’anni di storia e di grazia da ripercorrere insieme

La terza relazione che ha chiuso la mattinata, legata al cinquantesimo anniversario del Movimento, sul tema «Un anno di grazia: memoria e attualità di un impegno sempre nuovo», ha avuto come relatori don Dario Vitali, docente di Ecclesiologia alla Pontificia Università Gregoriana, Membro della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, già Coordinatore regionale del Lazio e Mario Landi, Coordinatore Nazionale del RnS, introdotti da Salvatore Martinez, con l’invocazione dello Spirito su entrambi, facendo riferimento ai documenti di Malines e alla lunga esperienza carismatica del Rinnovamento maturata in questi primi cinquant’anni e iniziata proprio alla Pontificia Università Gregoriana e a San Mauro Pascoli nella Diocesi di Rimini. «Circondato da un gran numero di testimoni, ringraziamo ora chi ci guarda dal Cielo, i nostri fratelli anziani – ha esordito Vitali, in un esaustivo excursus di un cammino a lui ben conosciuto -, a partire da don Dino Foglio e dai Padri iniziatori del Rinnovamento, chiedendo la loro intercessione. Mi approccio a voi con un metodo teologico più che storico, ricordando anzitutto che in Italia il Rinnovamento si sviluppa con una modalità semplicissima, arrivando dall’esperienza universitaria di Duquesne all’indomani del Concilio Vaticano II. Come questo “vento” si è poi diffuso nella Chiesa cattolica, grazie all’impronta decisiva di padre Valeriano Gaudet e a padre Francis Sullivan s.j., spentosi il 23 ottobre scorso in Massachusetts, è il segno dell’opera dello Spirito prima che dell’uomo». Ma quali sono le origini del RnS? «Il Rinnovamento porta nei suoi esordi una vocazione ecumenica – ha proseguito il relatore -, perchè l’esperienza propria del Movimento e della Chiesa pentecostale ha custodito questa urgenza dell’invocazione del battesimo nello Spirito. Tuttavia, potremmo dire che il Rinnovamento è anche l’unico Movimento frutto dello Spirito suscitato al Vaticano II, attraverso il recupero della presenza e dell’azione dello Spirito stesso, riaffermando in primis i carismi. Dobbiamo inoltre affermare che è frutto della tradizione, custodita negli anni: quindi, occorre parlare di pneumatologia ecclesiale. La storia la fa lo Spirito e questa verità, per quasi un millennio, nella Chiesa cattolica, non è stata così chiara, troppo vincolata alla istituzione e al precetto. Ci voleva questo passaggio dello Spirito, questa “pioggia di primavera”! Lo Spirito ha continuato ad agire: non serve certo che noi lo riconosciamo, è emerso come fiume carsico e abbiamo bisogno che moltiplichi i doni, i ministeri, le vocazioni ma, soprattutto, i carismi». È stato quindi Mario Landi a ripercorrere le tappe di questo cammino cinquantennale, per «vivere il kairos di un presente che appartiene ad una storia passata: è sempre lo Spirito, infatti, che rende presente nell’oggi il Padre attraverso la salvezza del Figlio. Se crediamo, e ribadiamo che il RnS è sgorgato dall’opera dello Spirito, la prima premessa da tenere a mente è che le primizie, le cose belle le ha compiute lui». In tal senso, questo anniversario storico «non costituisce una autocelebrazione del Rinnovamento ma dell’azione dello Spirito, di cui stiamo ripercorrendo la genesi carismatica ed ecclesiale. L’esperienza carismatica approdata nel nostro Paese nel 1972, come sappiamo, non fu però esente da difficoltà per i primi Gruppi nascenti, perchè c’è sempre «tensione tra la fragilità dell’uomo e l’attività dello Spirito». Nel primo periodo, dal 1975 al 1996, questa grazia carismatica «è stata custodita in tre dimensioni», ha precisato Landi riannodando la memoria: pastorale, «con la nascita dei Comitati, a livello nazionale e regionale;  formativa, con i Congressi, le Conferenze e Convocazioni, le Scuole e le prime esperienze ministeriali; ecclesiale, con l’inserimento del RnS nella vita parrocchiale come strumento di evangelizzazione e di servizio, in un dialogo schietto e franco con i Vescovi, sebbene non siano mancati gli inevitabili limiti del pregiudizio, e la vicinanza dei teologi». Con lo scorrere degli anni, il Rinnovamento ha saputo dunque «mantenere queste dimensioni a custodia della propria identità». Dal 1996 al 2007, poi, si è concretizzata la dinamica di corrente di grazia, Associazione e Movimento ecclesiale. Il tutto sostenuto «da tante iniziative, pensate d’intesa con la Conferenza Episcopale Italiana, e dall’operosità della Sede nazionale di Roma, senza dimenticare l’importanza formativa delle riviste Rinnovamento nello Spirito e Alleluja e il Ministero della musica e del canto». Il 14 marzo 2002 la «svolta»: attraverso l’Udienza di San Giovanni Paolo II e l’approvazione dello Statuto a sancire «l’identità ecclesiale e carismatica del RnS, con i progetti, in primo luogo, del Roveto Ardente e di Cultura di Pentecoste, nonchè la partecipazione attiva nelle varie realtà associative, nei Dicasteri Vaticani, e non solo». Con il passaggio nel ruolo, per la prima volta, da una figura religiosa ad un laico, Salvatore Martinez, «è stata inaugurata una nuova generazione di laici con responsabilità diretta in tutti i campi di impegno del Rinnovamento». Infine, l’ultimo periodo, dal 2007 al 2021, contraddistinto «da una maggiore autoconsapevolzza dell’identità carismatica e missionaria, con attenzione all’animazione che include i quattro ministeri sempre più desiderosi di proseguire in sinergia». Del 2012 è stato evidenziato, in particolare, il Piano Nazionale di Evangelizzazione, dal momento che «il Rinnovamento non esiste solo per pregare, ma per trovare nella preghiera la forza per evangelizzare». In più, tutte le iniziative più recenti in ordine cronologico – nello specifico Dieci Piazze per Dieci Comandamenti, cui si unisce la formazione degli Organi pastorali di servizio -, fino ad arrivare al 2014 e 2015, due anni «preziosi e sfidanti», caratterizzati dall’incontro con Papa Francesco, che ci ha consegnato «il forte messaggio ad essere fedeli alla vocazione carismatica ed evangelizzatrice». «Il biennio 2016-2017 – ha continuato poi Landi – è stato scandito dalla riflessione interna con l’impostazione dell’Assemblea Nazionale in stile sinodale mentre del 2019 citiamo l’apertura dei “confini” geografici (pensiamo alla Cina) e comunicativi, con la «conversione digitale». Un tempo prezioso, proiettato «alla custodia della fraternità, alla crescita della carità sociale come frutto della Pentecoste e alla partecipazione attiva alla vita sinodale della Chiesa, per realizzare un vero cammino fraterno e comunionale». Fare Giubileo, ha concluso il Coordinatore Nazionale, equivale difatti a dire che «lo Spirito rinnova le cose, non le sostituisce, e, giunti fin qui, abbiamo una storia da consegnare ad una nuova generazione che non è chiamata solo ad ammirare ma ad assumere la responsabilità del passato. Per questo il nostro cammino sinodale non è concentrato solo nell’ascolto orizzontale, ma anche di ciò che Dio ci ha consegnato nel tempo, cogliendo ciò che lo Spirito ci dice ancora oggi, camminando insieme sulla strada dove finora ci ha condotti e facendo tesoro del passato guardando al futuro». Fare giubileo, infine, «è fare restituzione e dunque realizzeremo un Giubileo veritiero se sapremo restituire a Dio il RnS e ai fratelli i nostri debiti di amore, in un percorso di comunione sempre più ampio con altre realtà carismatiche». La parola è tornata poi nuovamente a don Vitali, intervenuto sulla 16^ Assembela Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi alla quale, come noto, il Papa ha assegnato il tema “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione”. «Dal 10 ottobre scorso – ha aggiunto, con accenni al documento preparatorio e ai testi del Magistero pontificio – “sinodo” è un termine che è tornato prepotentemente di moda, come dimensione costitutiva della Chiesa, anch’essa frutto maturo del Concilio Vaticano II. È un camminare del popolo fedele e santo di Dio ed è un cammino da compiere, appunto, insieme, come avete fatto voi in questo tempo, senza essere Chiesa “parallela” ma vera Chiesa del terzo millennio, a partire da ogni comunità ecclesiale impegnata in questi mesi, sul territorio, a confrontarsi e condividere, dalla base, rendendosi espressione di tutti i battezzati che hanno imparato ad ascoltare lo Spirito». Quale il posto e il compito del Rinnovamento in questo contesto, domanda il relatore? «In questa consultazione avviata occorre essere vivi, fecondi, presenti proprio in queste Chiese locali», ha ribadito, raccomandando che «questo cammino sia ricolmo dello Spirito: molti si stanno agitando per renderlo “ascolto orizzontale”, ma ricordiamoci che la sinodalità non è il diritto di parlare ma, prima di tutto, il dovere di ascoltare. In questa stagione di maturità che ora il Rinnovamento vive, recuperate allora il dono degli inizi, perchè la nostra Chiesa, ferita e ammalata, ha bisogno di questa azione potente che la trasforma, e non di un’azione sociologica che ci renderà più aridi di prima. Dobbiamo essere, in primis, un popolo che benedice e ringrazia Dio per il dono teologale della vita: da qui, con fede, rinasceranno le vocazioni, i carismi, i ministeri, le forme di dedicazione e dedizione ai fratelli». Infine, una consegna precisa da parte di don Dario Vitali, che ben conosce il nostro Movimento: «Guardate alla pneumatologia ecclesiale, non dite che la riflessione teologica non serve e non pregate soltanto per la Chiesa, ma per ciascuno che in essa ha un compito. Pregate, perchè l’unico Spirito che ci muove presti ad ognuno la “voce” per attuare un servizio competente da cui far nascere una Chiesa nuova che lo Spirito continuamente ha in gestazione, da testimoniare ai giovani che verranno». La sessione pomeridiana, dopo la Preghiera Comunitaria Carismatica animata da Bianca Marcocci, Coordinatrice regionale della Toscana, Luigi Leoni, Delegato Nazionale Ambito Anziani, e Francesco Bungaro, Delegato nazionale del Ministero Intercessione per i sofferenti, è stata aperta dalle comunicazioni, sempre da parte del Direttore Amabile Guzzo, sulla vita e sulle attività del Rinnovamento previste dal Calendario 2022 (clicca qui: https://rinnovamento.org/2021/11/19/calendario-nazionale-rns-2022-eventi-e-scuole/)e) declinate secondo sei aree, in cui sono inseriti i relativi eventi: Rinnovamento e dimensione carismatica; Rinnovamento ed ecumenismo; Rinnovamento e pneumatologia; Rinnovamento e Cultura della Pentecoste; Rinnovamento ed evangelizzazione artistica; Rinnovamento e carità giubilare. 

 

“Conversione comunitaria”: la relazione di Salvatore Martinez

La relazione conclusiva, con il mandato, è stata infine tenuta come sempre da Salvatore Martinez sul tema: «“Celebriamo il culto mossi dallo Spirito di Dio e ci vantiamo in Cristo Gesù senza porre fiducia nella carne” (Fil 3, 3). Per uscire dalla crisi: “Conversione comunitaria” e “Chiesa in uscita”». «Il Rinnovamento è un culto mosso dallo Spirito di Dio, un culto che è liturgia della vita, della storia» afferma, citando poi il teologo Karl Rahner, che proprio cinquant’anni fa invitava a «lasciare agire lo Spirito facendo autocritica verso se stessi», perché credere nello Spirito significa «avere fiducia in qualcosa che non si lascia giustificare dalla ragione». Martinez delinea alcune condizioni necessarie perché il Giubileo sia nello Spirito e non nella carne, caratteristiche proprie dei carismatici, «uomini di amore, di preghiera, di Parola, di sofferenza, di lavoro. I discepoli dello Spirito non sono disincarnati, conoscono l’arte di vivere e morire come quella di soffrire, sanno essere pazienti e compassionevoli; conoscono l’arte di servire e con essa quella di perseverare e resistere. Il Covid-19 – spiega ancora – ci ha reso così fragili che abbiamo paura anche di noi stessi, ma in noi non può albergare la paura, perché siamo forti in Cristo». Quattro le parole che definiscono la portata dall’espressione tanto amata dal Rinnovamento “Gesù è il Signore!”: incontro, conversione, comunione, missione. «Il primo sicuro effetto dell’effusione dello Spirito, dell’incontro con Gesù, è la conversione, che deve essere permanente; o il mio modo di pensare e di vivere cambia o non sono sotto il regime dello Spirito». E ancora, la comunione, «che significa costruire insieme la comunità. È vero giubileo se impariamo a stare nel Rinnovamento vivendo la beatitudine del dono, perché l’egoismo spirituale è la tomba dell’amore». Infine, la missione: «“Li chiamò e li mandò a due a due” (cf Mc 6, 7). Il regime della Pentecoste è andare, servire, compiere le meraviglie di Dio. La missione è obbedienza preventiva allo Spirito». Il Presidente RnS invita dunque con forza a rinascere dall’alto, come Nicodemo, a tornare alle sorgenti, al primo amore, allo Spirito Santo: «Ovunque ci troviamo – esorta – dobbiamo portare l’acqua viva con la nostra vita; rifecondare, seminare, raccogliere. Lo Spirito ci chiede di portare l’acqua ai tanti infermi della storia». Martinez pone poi in evidenza le tre consegne di Papa Francesco al Rinnovamento: l’evangelizzazione mediante la Parola e i carismi, l’ecumenismo spirituale per la riconciliazione della cristianità, il servizio verso i poveri e gli emarginati. Infine, ricordando le parole del filosofo personalista francese Jacques Maritain, conclude: «Lo Spirito lavora, in questi cinquant’anni abbiamo solo iniziato a vedere e a capire qualcosa della sua opera, ma dobbiamo avere fiducia assoluta nell’Assoluto». La 45^ Conferenza Nazionale Animatori si è chiusa con il segno finale e la Santa Messa presieduta a Fiuggi da mons. Lorenzo Loppa, Vescovo di Anagni-Alatri. «Inizia oggi il tempo liturgico di Avvento e la cosa più importante nella nostra vita – ha precisato nell’omelia – è la venuta del Signore attraverso la potenza dello Spirito. L’attesa è un atteggiamento vivo, e se sfogliamo bene le pagine della Bibbia riusciamo ad estrarre elementi fondamentali per la nostra “vigilanza” cristiana, che il Signore ci chiede per proseguire bene il cammino di fede: la fiducia e la fedeltà; il messaggio contenuto Vangelo e il discernimento critico; la capacità di rinuncia e la preghiera; un amore senza misura e senza restrizioni». Nel ringraziare il Vescovo per la sua presenza, il Presidente Martinez ha affermato che «grandi sono le attese del Signore su di noi e oggi rinnoviamo la nostra alleanza confermati dalla sua Parola, Eccellenza, sentendoci in comunione con tutti i confratelli suoi dell’Episcopato, in stile sinodale». Anche nelle realtà diocesane infatti, contemporaneamente, è stata celebrata l’Eucaristia per inaugurare ancora il Giubileo d’Oro, in un clima di comunione e di fraternità. Lo stesso spirito di giubilo che animerà questo Anno speciale di momenti celebrativi, attesi con gioia da tutto il popolo del Rinnovamento.

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