Ritiro quaresimale nella sede nazionale del RnS

Con i cuori rivolti alla Pasqua imminente. Così si è svolto il ritiro quaresimale per il personale dell’Associazione Rinnovamento nello Spirito Santo, della Fondazione Alleanza del RnS e del Consorzio Itinera, che venerdì si è ritrovato presso la Cappella della Vergine dalle mani alzate della sede nazionale del RnS in via degli Olmi a Roma, condividendo anzitutto un momento di preghiera con l’invocazione dello Spirito. A dettare la meditazione è stato il presidente nazionale Giuseppe Contaldo che, partendo dal Vangelo di Luca (22, 15-20), ha ripercorso l’ultima cena di Gesù, prima della sua condanna: “Tutto passa per un tempo – ha esordito – , dalla notte allo spuntare delle luci. Ed è quando la luce attraversa la nostra vita che dovremmo saper scorgere la speranza. Cristo entra nella passione della notte, preannuncia cenando con i suoi la vittoria sulla morte: Lui viene per la salvezza del mondo passando dalla donazione di se stesso”. Nella Pasqua, inoltre, “facciamo memoria, evidenziando il verbo fare. Non si fa infatti memoria di Gesù solo con il pensiero o le parole bensì con la vita: portiamo all’altare il corpo e sangue di Cristo comprendendone e attualizzandone il senso nella nostra esperienza di oggi”. C’è poi, ha proseguito Contaldo “un atteggiamento interiore che Gesù mette al centro, ossia il desiderio appassionato che anima tutta la sua missione di abbracciare il cuore dell’uomo. Pur salendo sulla croce, c’è un amore incondizionato che trabocca e si fa Eucaristia”. Il Presidente del RnS si è soffermato poi sulle altre azioni compiute da Gesù nel Cenacolo, sui verbi “prendere, benedire, spezzare, dare. L’esistenza offerta da Gesù è dono, è il Padre che lo manda, e anche noi dobbiamo prendere ciò che è opera di Dio, secondo la sua volontà. E, nel prendere, siamo chiamati a benedire, noi per primi come responsabili, voi come collaboratori. Ciascuno di noi impegnato nel servizio al Rinnovamento deve benedire ciò che il Signore ci permette di fare tutti i giorni per il bene dei fratelli in ogni parte d’Italia, in forme diverse. Siamo chiamati a farci cibo gli uni per gli altri – ha aggiunto -, e ciò che deve guidare il nostro lavoro non è la routine, non è il tornaconto ma quello stesso desiderio, forte di Gesù, nel farci prossimi oltre le responsabilità amministrative. Infine, domandiamoci cosa personalmente ci chiede il Signore, se e quanto ci facciamo pane per gli altri, a partire dai luoghi che abitiamo, dagli ambienti che frequentiamo, nelle relazioni, nelle collaborazioni. Camminiamo con questo anelito verso la Settimana Santa, uniti a Cristo che è risorto dai morti”. Subito dopo, è stata celebrata l’Eucaristia presieduta dal consigliere spirituale don Michele Leone che, riprendendo il brano della festa delle Capanne raccontato nel capitolo 7 del Vangelo di Giovanni, nell’omelia ha spiegato in che misura “Gesù costruisce un grande insegnamento partendo da un episodio significativo, facendo pulizia nel Tempio di Gerusalemme, creando un vero ‘terremoto’ nelle concezioni giudaiche che verrà poi compreso attraverso la sua resurrezione. Tutto si concentra in un verbo che ritorna in questa pagina evangelica, conoscere, che è dominante come il verbo vedere. Se la conoscenza dell’uomo non è irradiata dall’alto, non può condurre alla conoscenza del mistero di Dio che è accessibile alla ragione umana solo se, appunto, illuminata dalla grazia. Entrare nella conoscenza di Dio è possibile nel momento in cui l’uomo diventerà una cosa sola con Lui, come un tralcio nella vite, in piena comunione, altrimenti il Padre resta un mistero periferico. Questo costruisce la comunità della Chiesa e la famiglia dei salvati nella vita eterna”.

Francesca Cipolloni

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