Dalla Segreteria Generale CEI i suggerimenti per fronteggiare l’emergenza Covid-19

di Francesca Cipolloni

È stata pubblicata il 10 gennaio 2022, nel sito della Conferenza Episcopale Italiana, una nota inviata dalla Segreteria Generale ai Vescovi italiani, contenente alcuni suggerimenti sulle norme introdotte dagli ultimi decreti legge legati all’emergenza Covid-19. Un segnale importante da parte della nostra Chiesa, in assoluta sinergia con il Governo, per contribuire a contrastare il diffondersi dell’epidemia anche nei contesti ecclesiali.

«Purtroppo, la pandemia non accenna a finire e proprio in questi giorni il numero dei contagi continua a salire. Si tratta senza dubbio di una grande prova per tutti: malati e sofferenti, medici e operatori sanitari, anziani e minori, poveri, famiglie. E anche per i sacerdoti che, nonostante tutto, sono sempre prossimi al Popolo di Dio; per i catechisti, gli educatori e gli operatori pastorali, veri maestri e testimoni». Si apre così il testo, diffuso il 10 gennaio 2022 e pubblicato integralmente nel sito della Conferenza Episcopale italiana (https://www.chiesacattolica.it/segreteria-generale-cei-suggerimenti-su-alcune-misure-per-fronteggiare-lemergenza-covid/), attraverso cui la Segreteria Generale evidenzia ai Vescovi italiani alcuni suggerimenti sulle norme introdotte dagli ultimi decreti legge legati all’emergenza scatenata dal Covid-19. La nota arriva a pochi giorni dal Natale in cui, sottolinea la CEI, oltre a contemplare «la gloria del Verbo fatto carne», si è avuto anche modo «di gustare la bellezza e la fatica del “camminare insieme”, rintracciando nelle nostre comunità la stessa ricerca che mosse i pastori e i Magi verso Betlemme». Le recenti festività, momento umanamente suggestivo e spiritualmente significativo, tuttavia non hanno fatto abbassare la guardia nella nostra Chiesa e nei contesti ecclesiali in cui si svolgono le celebrazioni liturgiche e le attività formative ed educative: è proprio lì, infatti, che con piena consapevolezza della situazione generale, vengono raccomandati a tutti coloro che vi operano «prudenza, senso di responsabilità e rispetto delle indicazioni utili a contenere l’epidemia». Per tale ragione dunque, facendo riferimento agli «ormai noti aggiornamenti normativi introdotti dagli ultimi tre decreti legge (DL 24 dicembre 2021, n. 221; DL 30 dicembre 2021, n. 229; DL 7 gennaio 2022, n.1)», la Segreteria della Conferenza Episcopale, con «vicinanza fraterna», ne richiama «alcuni punti, condividendo consigli e suggerimenti».

Dalle Celebrazioni liturgiche al catechismo e all’obbligo vaccinale: le indicazioni

Come risaputo, per partecipare alle Sante Messe non viene richiesto il Green Pass, ma vengono comunque precisati alcuni passaggi, fugando ogni rischio di disinformazione e polemiche spesso, aridamente, alimentate dai Social. «Si continua a osservare quanto previsto dal Protocollo CEI-Governo del 7 maggio 2020 – si legge infatti nel testo -, integrato con le successive indicazioni del Comitato Tecnico-Scientifico: mascherine, distanziamento tra i banchi, niente scambio della pace con la stretta di mano, acquasantiere vuote… Occorre rispettare accuratamente quanto previsto, in particolar modo: siano tenute scrupolosamente le distanze prescritte; sia messo a disposizione il gel igienizzante; siano igienizzate tutte le superfici (panche, sedie, maniglie…) dopo ogni celebrazione. Circa le mascherine, il Protocollo non specifica la tipologia, se chirurgica o FFP2; certamente quest’ultima ha un elevato potere filtrante e viene raccomandata, come peraltro le autorità stanno ribadendo in questi giorni». Per quanto concerne invece le attività di catechesi che vedono protagonisti i bambini, attualmente i più esposti alla possibilità di contagio, «le disposizioni circa il tracciamento scolastico prevedono, in alcuni casi, la “sorveglianza con testing”: a seguito di contatto stretto in ambito scolastico, studenti e docenti non vengono posti immediatamente in quarantena ma devono sottoporsi a tampone il prima possibile e nuovamente cinque giorni dopo». La CEI riprende inoltre a tal proposito le indicazioni del Ministero della Salute che «sconsigliano la partecipazione ad attività extrascolastiche durante tale periodo, tra il primo e il secondo tampone. Pertanto, chi è sottoposto a “sorveglianza con testing” non potrà partecipare al catechismo, pur risultando negativo al primo test, fino all’esito negativo del secondo test da effettuarsi cinque giorni dopo il primo. Per gli operatori (catechisti, animatori ed educatori…) è vivamente raccomandato l’utilizzo della mascherina FFP2. Anche ai partecipanti alla catechesi tale tipologia di mascherina sia raccomandata. Può essere opportuno che le parrocchie tengano alcune mascherine FFP2 di scorta da far utilizzare a chi ne fosse sprovvisto o l’abbia rotta, sporca o eccessivamente usurata». Sempre in merito alle mascherine, poi, si consiglia l’uso delle  FFP2 – obbligatorio per Legge per alcune situazioni – «anche per tutte le attività organizzate da enti ecclesiastici». Infine, un riferimento all’obbligo vaccinale per gli over 50 («La vaccinazione può essere omessa o differita in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale dell’assistito o dal medico vaccinatore»), con relative sanzioni per gli inadempienti, e per tutto il personale universitario, senza vincoli anagrafici: «Ne consegue – sottolinea ancora la nota CEI – che il personale delle Facoltà Teologiche e degli Istituti di Scienze Religiose nonché i docenti dei corsi curriculari nei Seminari sono tenuti a possedere il Green Pass rafforzato a partire dal 1° febbraio 2022. Le modalità di controllo sono le stesse fino ad ora attuate per il Green Pass base».

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