Ritiro di Natale nella sede nazionale del RnS, dal “deserto” alla vita

Una tradizione che si rinnova, quella del ritiro in preparazione al Santo Natale condiviso dal personale dell’Associazione Rinnovamento nello Spirito Santo, della Fondazione Alleanza del RnS e del Consorzio Itinera, che anche quest’anno si è ritrovato nella Cappella della Vergine dalle mani alzate della sede nazionale per un momento di preghiera. Ad aprire la mattinata, il presidente Giuseppe Contaldo che, riprendendo il Vangelo di Luca (2,6) in cui si narra della nascita di Gesù, ha esortato tutti a “far nascere Gesù dentro di noi, perché è una presenza necessaria nella vita personale, sociale e comunitaria: l’incarnazione di Cristo in noi può avvenire solo se facciamo nascere il Bambino. Da oltre duemila anni ripetiamo questo gesto, ma se Gesù non nasce almeno una volta nel cuore, questo avvenimento diventa una mera commemorazione storica, una festa di famiglia caratterizzata da derive consumistiche”. Da qui, un incoraggiamento a tutti i collaboratori, con gli auguri ai propri cari per le imminenti festività: “Far nascere Dio nel nostro cuore è un invito da portare nell’oggi della nostra esistenza, in un’epoca così complessa. Citando le parole del cardinale Montini, il futuro Paolo VI, pronunciate nel 1955, ricordiamo che ‘il Natale deve servire a riproporre la centralità nella nostra vita: Cristo. Come Comitato nazionale di Servizio, vorremmo dunque che questo annuncio risuonasse qui, in questa sede nazionale che è prima di tutto la casa dell’accoglienza di Cristo, che dà significato al nostro operare: questo è luogo in cui vogliamo che la presenza di Gesù sia visibile e possa essere testimoniata nelle nostre relazioni lavorative, familiari, fraterne, sociali. Accogliamo allora con gioia Colui che è venuto nella nostra quotidianità e nella nostra storia”. Il ritiro è proseguito con la Celebrazione eucaristica presieduta dal Consigliere spirituale nazionale, don Michele Leone, che nell’omelia, alla luce delle Letture del giorno, ha sottolineato che “nello stato di impossibilità e inabilità dell’uomo, Dio irrompe sempre per sorprenderlo: l’uomo raggiunge la pienezza del suo esistere nella relazione con il Padre. Dio ama percorrere non i giardini umani ma i deserti della vita. È lì che incontriamo Dio, non nelle oasi che costruiamo: lo spazio vitale del cuore che incontra Dio abita infatti nel silenzio, nell’aridità, affinché il deserto diventi nuova vita che è quella divina”. Infine, un passaggio finale sulla nascita di Gesù, “un fatto reale, un evento che stravolge il cammino dell’umanità. Quando Dio fa grandi cose nel piccolo e arido uomo del deserto, interviene sempre per il bene. E il bene che guarda solo a se stesso, allo specchio e non alla porta e alla finestra, è soltanto un amore sterile che paralizza e distrugge, dove abbiamo bisogno che Dio venga a nascere e ad esistere”. Presente anche Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica, che , ringraziando per questo tempo di fraternità, ha evidenziato che “siamo parte di un’unica Chiesa e se siamo convenuti nel Suo nome e restiamo uniti il bene vince sempre”.

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