Quarta giornata della 45 Convocazione nazionale Rimini 25 aprile 2023

Il Signore è passato beneficando e risanando…

I cuori della grande assemblea del Rinnovamento sono tornati nella Fiera di Rimini con la gioia nostalgica di chi sa che è la giornata dei saluti, della “separazione” in quella che, per quattro giorni è stata la cattedrale dello Spirito. Se in questi giorni il popolo del Rinnovamento ha visto il volto di Gesù, «questo è il momento di alzare le braccia, è il momento di lodare il Signore, di annunciare la buona Notizia». Con questo entusiasmo prende il via la preghiera comunitaria carismatica guidata da p. Tonino Levita, Massimo Partipilo, Luciana Bontempelli e da Angelo Brancaleone.

Dopo la preghiera sono stati accolte sul palco alcune rappresentanti della Comunità di Marsiglia, che hanno ringraziato e testimoniato come, da oltre 25 anni, sono felici di venire a Rimini dalla Francia, facendo esperienza della grazia dello Spirito. Quest’anno le religiose intervenute sono state ben 37!

Poi ha preso la parola don Cesare Lodeserto, vicario generale della diocesi di Chisinau, in Moldavia, che ha rivolto un saluto ai presenti e raccontato qual è la situazione attuale in Moldavia. Nelle sue orecchie c’è ancora il rumore della guerra nella vicina Ucraina, ma lo Spirito è sempre in azione e la missione carismatica è diventata “il ministero della carità”.

A portare un saluto e a raccontare il volto bello della nostra Chiesa anche l’arcivescovo di Pesaro-Urbino Sandro Salvucci: «Voglio esprimere il mio grazie alla realtà del Rinnovamento… Sono venuto per vedere Gesù e devo dire che Gesù è davvero qui! Entrare in questa sala, stamattina, è stato come rivivere l’esperienza del Battesimo, un’immersione nel mistero di Dio, nello Spirito e una rinascita interiore…». 

A seguire, com’è ormai consuetudine nell’ultima giornata, le comunicazioni sulla vita del Movimento da parte del neoeletto direttore nazionale, Gianpaolo Micolucci. Prima di scendere nel dettaglio della ricca agenda del RnS, da qui fino a dicembre, il neo direttore ha ricordato: «Dopo questi giorni di Convocazione ci sentiamo ricchi perché Dio ha riempito i nostri cuori della sua presenza. Una ricchezza che nessun contabile può misurare. Se mancasse ogni altra cosa ma avessimo il cuore pieno di Dio, saremmo ricchissimi. Non c’è povertà più grande di quella della mancanza di Dio». Micolucci ha richiamato l’importanza delle scuole estive, che avranno al centro la formazione pastorale, necessaria per procede ai rinnovi degli incarichi, e tutti gli appuntamenti centrali della vita del RnS, dalla GMG al Pellegrinaggio nazionale in Terra Santa, passando per la Scuola carismatica, il Pellegrinaggio nazionale delle Famiglie, la formazione per sacerdoti, religiose, insegnanti, fino al Pranzo di Natale e alla prossima Conferenza animatori. 

Nel segno di un impegno comune a camminare insieme, la relazione conclusiva – sul tema “La straordinaria grazia di Dio effusa sopra di voi” (cf 2 Cor 9, 14) – viene tenuta nella sua prima parte dal neo-eletto coordinatore nazionale, Rosario Sollazzo, e nella seconda da Giuseppe Contaldo, neo-eletto presidente nazionale RnS. «Lo Spirito ancora oggi ci dona il fuoco di Geremia, l’ardore di Paolo, lo zelo degli apostoli – dice con forza Sollazzo -. Perché ognuno di noi possa continuare l’opera e il ministero di Gesù nella Chiesa». Il Coordinatore ha invitato a fare memoria della grazia del Rinnovamento nella storia personale e nella storia della Chiesa alla luce delle parole di Giovanni Paolo II pronunciate il 14 marzo 2002: «Il Rinnovamento è un dono speciale dello Spirito Santo alla Chiesa in questo nostro tempo, nato nella Chiesa e per la Chiesa».

«In questi giorni – ha continuato Sollazzo – due parole sono tornate più volte: “continuità” e “discontinuità”. La prima significa fedeltà al carisma del Rinnovamento, alla sua missione nella Chiesa, e rimanda ai verbi del “custodire”, “vigilare”, “servire” e “diffondere”. La seconda sta nelle persone che serviranno, nelle modalità con cui serviranno, nei carismi dei nuovi responsabili. Perché lo Spirito dona carismi diversi per ogni tempo che viviamo». 

«Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre» (Ger 20, 7), ha esordito il neo-presidente Contaldo, che ha espresso tutta la sua gratitudine nei confronti del predecessore, Salvatore Martinez: «Grazie per l’eredità che mi hai messo sulle spalle, come Elia ha fatto con Osea. Anche io eredito 25 anni della nostra storia. Ho molto da imparare, da conoscere, e non ho fretta di sbagliare. A voi che lasciate l’incarico – ha continuato rivolgendosi al Comitato nazionale di servizio uscente – chiedo di starmi vicino». 

Contaldo ha ricordato i valori fondanti della comunione e della fraternità a tutti i livelli del Rinnovamento nonché l’essenzialità della preghiera che deve animare ogni decisione, del piegarsi in ginocchio davanti a Dio: «Noi tutti responsabili – ha detto commosso – prima di partire, stiamo in ginocchio». E all’assemblea: «Siamo chiamati a rendere la Chiesa più bella, più carismatica, più docile all’azione dello Spirito Santo. Voglio e devo essere come il pastore che odora delle sue pecore e le conosce una a una. Voglio essere con voi, per voi e in mezzo a voi».

A seguire la relazione conclusiva, l’intervento del card. Mario Grech, Segretario generale del Sinodo della Chiesa che ha parlato dell’importanza del Sinodo per la Chiesa, che Papa Francesco non definisce più “Sinodo dei Vescovi”, ma Sinodo del popolo di Dio. Il Cardinale ha riconosciuto nel Rinnovamento e nelle parole del presidente Contaldo, molti “semi sinodali”. L’invito è stato quello di “non spegnere lo Spirito”: «45 Convocazioni sono tante, una storia, un cammino che attraversa l’intera stagione post-conciliare…», a fianco di una Chiesa che si muove con la forza dello Spirito Santo. Ma nella storia della Chiesa i movimenti carismatici tendono a diventare una istituzione; l’esortazione, dunque, a tornare a quello slancio iniziale, all’entusiasmo delle origini. L’unica regola, come affermava san Francesco, deve essere quella del Vangelo.

Dopo il messaggio sul significato del prossimo Sinodo, il card. Grech ha presieduto la Celebrazione eucaristica durante la quale ha sottolineato l’importanza di vedere Gesù e della missionarietà. «Siamo mandati come gli apostoli a guarire l’umanità… Vogliamo una Chiesa come quella a cui ci esorta il Santo Padre: “una Chiesa come ospedale da campo” non come un “museo”, bello da guardare con un passato ma senza avvenire…». I doni dello Spirito ci rendono ministri nella Chiesa per annunciare, guarire e accogliere in tutti gli ambiti di carità…». Poi, riferendosi al laicato, ha aggiunto: «L’impegno dei laici e dei movimenti sono doni per la Chiesa, considerando la varietà dei carismi e la loro specificità». Salvaguardando l’armonia all’interno delle Chiese locali, è importante, in spirito di servizio, mettere a disposizione i propri carismi all’interno della Chiesa, in questo momento in cammino sinodale. «Chi segue Gesù – ha detto il card. Grech – non ha paura di mettersi al servizio».

Non potevano mancare i saluti e il ringraziamento da parte del neo presidente nazionale, Giuseppe Contaldo al Segreteario Generale del Sinodo. «La ringrazio perché ha dato una spinta al nostro cammino e stamattina, nella sua intuizione spirituale, nell’invito a non “spegnere” lo Spirito Santo, ci ha riportato alle origini, richiamando quella dinamicità e carismaticità che hanno contraddistinto il nostro cammino fin qui…». Poi Contaldo ha manifestato la comune gioia di “camminare insieme” con i Vescovi e con la Chiesa perché, come ha detto lo stesso porporato, «il Sinodo non è “un’indagine” ma un evento ecclesiale» ci cui il Rinnovamento vuole essere parte.

Prima di congedare il copioso popolo del RnS, abbiamo ascoltato ancora due testimonianze sull’opera benedicente e risanante dello Spirito.

La prima testimonianza di questa giornata è stata quella di Miriam, appena diciottenne, del gruppo Maria Regina degli Apostoli. Incontra il Signore per la prima volta a 13 anni durante una Fraternità giovani che le cambia la vita. Da allora non ha mai smesso di seguire Gesù. Quando, non ancora maggiorenne, la sua coordinatrice le chiede di tenere un insegnamento in occasione di un Seminario di Vita nuova, le paure iniziali si dissolvono: «Durante l’insegnamento – ha rivelato Miriam – mi sono lasciata totalmente guidare dallo Spirito Santo e ho notato le opere che il Signore stava compiendo nei cuori. Nel mettermi a servizio ho imparato ad avere più consapevolezza di come lo Spirito agisce nei cuori e ho scoperto la potenza dei sacramenti». Non importa – ha concluso – l’età o da quanto tempo facciamo parte di questo cammino di fede, l’importante è lasciarsi guidare dallo Spirito affinché ogni parola, gesto sia frutto della volontà del Signore».

La seconda testimonianza è stata quella di Marco, del gruppo “Santissima Annunziata” di Latina. Il rapporto con un padre violento alimenta sentimenti di rabbia e odio, sfociati ben presto in atteggiamenti aggressivi, nell’abuso di droghe e in azioni illecite. Poi la perdita di un carissimo amico in un incidente in motorino lo fanno precipitare nel buio più profondo durante il quale sente la necessità di invocare l’aiuto di Dio. Durante i sette anni di detenzione incontra il Rinnovamento e il Signore: «il carcere – ha detto Marco – è stato per me il luogo della salvezza umana e spirituale, l’opportunità che il Signore mi ha stava dando per rivedere finalmente tutta la mia vita…». La fede diventa “liberazione” e annuncio da condividere, da donare a chi non ha ancora incontrato Gesù. La testimonianza del suo cambiamento e la grazia di Dio consentono allora di salvare un ragazzo da un tentato suicidio, l’uomo che oggi ha accompagnato Marco a rendere la sua testimonianza. Oggi Marco è un uomo libero dentro e fuori, e ha recuperato anche il rapporto con suo padre.

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