Carismatici, discepoli e missionari: nell’anno giubilare, il Rinnovamento traccia il cammino che lo attende

Si è aperta sabato scorso a Sassone (Roma) la XX Assemblea nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, convocata per due giorni, in presenza e online, sul tema “Ministri del nostro Dio sarete detti” (Is 61, 6a). Aperta ai Coordinatori Diocesani, ai Coordinatori Regionali, ai Membri del Comitato Nazionale di Servizio, ai Delegati Nazionali dei Ministeri, ai Consiglieri Spirituali Regionali, l’Assemblea è un appuntamento annuale, statutario, di particolare importanza nella vita del Movimento.

La consueta XX Assemblea nazionale del RnS, è un’occasione di rendimento di grazie, soprattutto nel contesto del Giubileo d’Oro, e di discernimento sul cammino in corso, di verifica pastorale e di approfondimento delle prospettive pastorali. 

Riuniti online e in presenza, circa 250 responsabili hanno riflettuto sul tema “Ministri del nostro Dio sarete detti” (Is 61, 6a).

«Voi chi dite che io sia?» 

La preghiera comunitaria carismatica che apre i lavori appare a tutti come una ventata di aria pura, dopo mesi di chiusura, distanza, prove. La parola profetica arriva, come sempre, con la sua portata decisiva: «Voi chi dite che io sia?» (Mt, 16, 13-20). Facile rispondere: “Tu sei il Signore. Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivo”. Tuttavia, quanto è vera questa professione di fede?  Quanto, veramente, Gesù è il Signore della nostra storia, quanto siamo disposti a lasciare, perché questa Parola sia vera nella nostra vita? Risponde il Signore attraverso la parola profetica: «Pietro, allora, prese a dirgli: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito”. Gesù gli rispose: “In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà”» (Mc 10, 28-3o). Nel tempo della pandemia, dell’isolamento, del lutto, Dio chiede al Rinnovamento, riunito nei suoi responsabili, di prendere sul serio la proclamazione che dalle origini caratterizza il nostro movimento: “Gesù è il Signore”. La parola che chiude l’incontro è incoraggiante ma anche esigente: «Abbiate cura perciò di fare come il Signore, vostro Dio, vi ha comandato. Non deviate né a destra né a sinistra; camminate in tutto e per tutto per la via che il Signore vostro Dio vi ha prescritto perché viviate e siate felici e rimaniate a lungo nella terra di cui avete il possesso» (Dt 5, 32-33).

Dalla preghiera all’azione, attraverso la conversione comunitaria e lo stile sinodale 

L’Assemblea è cadenzata da un programma articolato: l’apertura dei lavori vede la relazione d’indirizzo del Presidente, Salvatore Martinez, il quale dopo aver ripreso alcuni passaggi che hanno caratterizzato la vita del RnS nei mesi precedenti, a partire dall’apertura del Giubileo d’oro in Santa Maria Maggiore, individua alcune dimensioni che andranno approfondite nei mesi a venire, quella carismatica, quella del discepolato, quella missionaria. Condizioni indispensabili per mettersi a disposizione dello Spirito «nella realtà e non nella fantasia, nei fatti e non nei detti, nella tempesta e non nella bonaccia, nello spazio aperto delle piazze e non nell’orto chiuso della preghiera».Perché questo avvenga, vanno osservati una condizione e uno stile: la conversione comunitaria e il metodo sinodale. Riferendosi al secondo Incontro sul Mediterraneo (Mediterraneo frontiera di pace, Firenze 23-27 febbraio 2022, clicca qui), e alla figura di Giorgio La Pira, il presidente ha invitato i responsabili a «non rassegnarsi al fatto che il mondo, gli uomini, la storia non cambieranno mai» e a non ridurre la comunità «a un rifugio, nella legittimazione della nostra pigrizia, ma a renderla un agone, nel quale, come dice papa Francesco, si sperimenti il coraggio, l’audacia della preghiera». 

Il Segretario Generale della CEI, mons. Stefano Russo: ricominciare è un verbo santo

La Concelebrazione eucaristica è presieduta da mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI: nella sua omelia, facendo riferimento al Giubileo d’Oro del RnS, mons. Russo esorta a vivere questo tempo nei due registi della memoria e della gratitudine, a partire dai quali ricominciare («un verbo santo»!) il cammino. In riferimento al tema scelto per la due giorni, “Ministri del nostro Dio sarete detti” (Is 61, 6a), mons. Russo ha spiegato che le azioni elencate nel testo di Isaia, «sono tutte azioni che riportano l’umanità alla propria dignità» e che questa missione, come del resto quella di Gesù, va vissuta nella resistenza alla tentazioni: «Imparare a stare “nelle tentazioni” della nostra vita, dare risposte da credenti alle tentazioni che continuamente ci raggiungono, questo ci porterà a diventare portatori di lieti annunci che Isaia ci ha richiamato». Infine, un auspicio: «Il Rinnovamento con tutti i suoi Cenacoli, Gruppi e Comunità, può vivere il cammino sinodale “portando il lieto annuncio” ai poveri, ai ricchi, a quelli che sembrano non aver bisogno di niente, a chi è nella gioia e a chi piange, ai vicini e a chi si è allontanato». I lavori dell’Assemblea sono proseguiti con la trattazione dell’ordine del giorno, sotto la presidenza di Mario Landi, coordinatore nazionale RnS e con la presentazione del programma giubilare, che vedrà Cenacoli, Gruppi e Comunità impegnati oltre che nella vita ordinaria, in diverse iniziative giubilari, secondo sei aree d’interesse: comunione carismatica, ecumenismo, pneumatologia, cultura della Pentecoste, evangelizzazione artistica, carità giubilare. Il primo giorno si è concluso con un Roveto ardente di adorazione, trasmesso in diretta Facebook. 

Assecondare il passo dello Spirito

La seconda giornata dell’Assemblea si apre con la Celebrazione eucaristica presieduta da don Michele Leone, consigliere spirituale nazionale del RnS. La cifra della pagina evangelica al cento della Liturgia della Parola (Vangelo di Luca, 6, 27-38) è «il ribaltamento, la rivoluzione operata dalle parole di Gesù rispetto alla mentalità e alla cultura mosaica della legge del taglione». Amare i nemici e pregare per quelli che ci perseguitano ci porta lontano da ogni mentalità giustizialista: «Gesù chiede di dilatare l’amore fino ai nemici: la nostra natura reclama il contrario». Una pagina di Vangelo che è «un test di verifica per comprendere se lo Spirito Santo vive in noi». La logica del perdono ha una straordinaria capacità di innescare dinamismi di conversione: «È vero che di fronte al male non si deve tacere, ma si deve anche saper parlare. Il silenzio non deve avallare l’ingiustizia, diventare complice dell’iniquità, ma la parola “buona” deve mettere in crisi». 

In mattinata, sono stati ospitati tre interventi esterni, su alcuni temi di particolare rilievo ecclesiale. Nel contesto della prossima X Giornata Mondiale delle Famiglie e in vista dell’organizzazione del XVI Pellegrinaggio Mondiale della Famiglia del RnS, sono intervenuti fra’ Marco Vianelli (direttore nazionale dell’Ufficio CEI di Pastorale della Famiglia) e Gigi De Palo (presidente del Forum delle associazioni familiari). Sulla scorta del metodo sinodale e di decentramento organizzativo, è stato ribadito l’impianto diocesano per la prossima edizione del Pellegrinaggio, anche sulla base del felice esito dello scorso anno che ha visto per le prima volta impegnate le regioni. 

In riferimento, invece, all’istituzione del ministero del catechista, si è collegato don Eugenio Bruno (officiale del Pontificio consiglio per la promozione della Nuova evangelizzazione) che ha presentato il documento Anticuum Ministerium con il quale papa Francesco ha istituito il ministero del catechista, in attesa che le Conferenze episcopali elaborino un Direttorio sulle modalità di ricezione del documento. 

I lavori sono stati chiusi da una breve comunicazione del Presidente, che ha evidenziato alcuni atteggiamenti necessari per «innalzare il livello spirituale» e vivere pienamente l’Anno Giubilare, che va inteso come punto di partenza e non di approdo: occorre «migliorare il livello della comunicazione e della condivisione», condizioni indispensabili che favoriranno il ritorno, anche fisico, alla vita fraterna. Ai responsabili è richiesto di assecondare «il passo dello Spirito… nella certezza che tutto quello che il Signore promette, lo Spirito lo realizzerà, ma anche nella nostra volontà di fare, di ricostruire, di fecondare, di rinnovare. Il Giubileo è dentro questo duplice rimando: ciò che lo Spirito fa e ciò che ci chiede di fare». Su queste basi, procederà il percorso giubilare ma anche la vita ordinaria del RnS, tra conversione permanente ed evangelizzazione, per essere carismatici, discepoli e missionari.

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